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Dettagli evento:

Disfunzione endoteliale e malattia cardiovascolare - Acquisizioni recenti e nuove prospettive

Data :
04/06/2004 - 05/06/2004
Luogo :
Roma (Italia)
La storia delle nostre conoscenze sulle cellule endoteliali ci mostra come progredisce la scienza. Infatti, anche se sono state riconosciute da molto tempo come struttura anatomica che riveste la superficie interna di arterie, arteriole, capillari e vene, si è solo recentemente compresa la loro importanza funzionale. Come conseguenza, il numero delle pubblicazioni in questo settore è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi due decenni. Oggi sappiamo che le cellule endoteliali sono importanti modulatori del sistema cardiovascolare che rilasciano numerosi fattori responsabili della sua omeostasi. Sebbene il tutto fosse cominciato con l'osservazione della sintesi e produzione di un potente fattore vasodilatatore ora noto come monossido di azoto, divenne presto evidente che anche dei fattori di segno opposto, vasocostrittori, sono prodotti dalle cellule endoteliali. Da cio' scaturiva chiaramente l'importanza, per la modulazione del tono vascolare, dell'equilibrio funzionale tra le sostanze vasoattive di derivazione endoteliale. Questo concetto venne presto ampliato e si riconobbe che i vasodilatatori come il monossido d'azoto sono anche in grado di inibire la proliferazione e migrazione delle cellule muscolari lisce e l'espressione delle molecole di adesione necessarie per attrarre gli elementi corpuscolati del sangue come i monociti ed altre cellule. Il fiorire delle conoscenze in questo campo ha inoltre dimostrato che l'endotelio è una fonte importante di fattori coinvolti nella coagulazione e regolazione dell'attività piastrinica. Per la strategica posizione anatomica tra il sangue e la parete vasale, l'endotelio è in grado di modulare e integrare, ai fini della omeostasi vascolare locale, gli stimoli provenienti dalle varie sostanze circolanti e dalle modificazioni delle forze emodinamiche. La risposta delle cellule endoteliali ai diversi stimoli può essere indirizzata, con il rilascio di mediatori, verso il lume vasale per inibire l'attività delle piastrine e altri elementi circolanti o verso il sottostante muscolo liscio per stimolare rilasciamento, vasocostrizione o rimodellamento strutturale. Poiché l'endotelio è il garante locale della omeostasi cardiovascolare, rappresenta anche il bersaglio principale dei fattori di rischio cardiovascolari. Infatti numerosi studi hanno dimostrato che la disfunzione endoteliale è presente in diversi stati patologici, come malattia coronarica, scompenso cardiaco, ipertensione arteriosa e molti altri. Tutto ciò sia pure con i limiti connessi alla difficoltà di studio, specialmente nell'uomo, delle funzioni dell'endotelio, ha portato al centro dell'interesse dei medici questa importante struttura biologica, non soltanto ai fini di una comprensione dei meccanismi di regolazione del tono vascolare, ma ancor più per l'identificazione di importanti processi e mediatori coinvolti nella aterosclerosi e nella patogenesi degli eventi vascolari. Allo stato attuale si guarda all'endotelio e particolarmente al suo malfunzionamento, come un importante obiettivo intermedio della terapia cardiovascolare per la protezione nei confronti degli eventi. Il workshop "Endothelial Dysfunction and Cardiovascular Disease - Recent Insights and New Perspectives" organizzato dalla Cattedra di Cardiologia della II Facoltà di Medicina dell'Università di Roma "La Sapienza" si propone di fare il punto sulle conoscenze acquisite e consegnare alla clinica le informazioni di biologia e fisiopatologia dell'endotelio ottenute sui banchi dei laboratori di ricerca. In questa ottica il panel di relatori e moderatori di primissimo rilievo internazionale si prefigge di coinvolgere i partecipanti in uno scambio interattivo multidisciplinare mettendo a confronto ricercatori di base e clinici.

Area riservata

Comunicato Stampa:
Il premio Nobel Louis Ignarro



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